GGPROGETTI e L’ARCHITETTURA FUNERARIA

GGPROGETTI e L’ARCHITETTURA FUNERARIA;
Predisporsi ad essa favorevolmente e perché…

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Premesso che da subito, al momento stesso che ci viene affidato un tale incarico, non ne sottovalutiamo le responsabilità che ci coinvolgono reciprocamente.

(generalità).

Sono due le ragioni che stanno alla base della grande importanza che in ogni epoca, ha avuto ed ha la architettura funeraria.
Ragioni profonde del tutto indipendenti ma tali da determinare, ciascuna per suo conto, lo sviluppo notevolissimo assunto da questa branca della edilizia cui gli architetti hanno sempre dedicato una particolare attenzione:
Ragioni del tutto materiali, per cui sin dalle epoche più remote gli uomini hanno compreso la necessità di allontanare i corpi dei defunti dai loro centri di vita, onde impedire che i processi trasformativi immediatamente successivi alla morte si possano svolgere a contatto dei viventi;
Ed infine (esprimendo un nostro pensiero: forse più come rivalsa da ciò che la natura stessa ci impone) ragioni squisitamente spirituali, generate o potenziate da concetti di ordine religioso o filosofico, per cui la famiglia, alla morte del proprio congiunto, ha sempre sentito il bisogno di onorarne e perpetuarne la memoria dedicando allo scomparso un monumento architettonico la cui importanza è in stretta relazione con la posizione raggiunta dal trapassato durante la sua vita terrena.

Sin dalle epoche più remote, l’architettura funeraria ebbe uno sviluppo assai notevole che, in molti casi, è l’unica testimonianza a noi rimasta di quelle antiche civiltà. Ma se prescindiamo dagli affossamenti liberi ed alla rinfusa, solo in epoche relativamente recenti compaiono organismi cimiteriali autentici in quanto sorti come tali e nettamente delimitati nel loro impianto planimetrico.
La situazione attuale della edilizia funeraria sia in Italia come all’estero è gravemente turbata ed in molti casi irreparabilmente compromessa dal caotico disordine che è caratteristica comune di tutti i reparti destinati ai sepolcreti perenni. Il desiderio di ordine, di chiarezza, di semplice austerità rimane nella massima parte dei casi solo nelle buone intenzioni del pianificatore, perché la concessione di suolo ai privati per la costruzione di cappelle, edicole, monumenti ecc., con solo pochissime norme di carattere generale che ne limitano la libertà di manovra, conduce ineluttabilmente alla più estesa e variata tipologia di edifici funerari, in cui ogni arbitrio è permesso, ogni esperienza è consentita e dove ciascuno cerca con i mezzi a sua disposizione di sopraffare il vicino con forme bizzarre e prive di senso.DSC_0006
Le stesse dimensioni modeste delle costruzioni funerarie favoriscono questo stato di fatto, perché consentono che i tecnici minori e meno preparati si possano occupare della loro progettazione, mentre i materiali imposti dai regolamenti e preferiti dai committenti, essendo quelli più ricchi e duraturi, rendono ancora più evidenti e mortificanti le insufficienze COMPOSITIVE ARCHITETTONICHE di questi CAOTICI RAGGRUPPAMENTI.
Né è possibile, allo stato attuale delle norme di legge e di regolamento, porre un freno a questo fenomeno caratteristico e desolante, a meno di imporre una progettazione di ufficio o affidata ad un unico e ben qualificato gruppo di architetti, che abbiano cura di mantenere integra la concezione originale del pianificatore, pensando più alla sintesi unitaria del complesso che non al dettaglio originale delle singole sepolture.DSC_0009

Ma attenzione e ne siamo decisamente convinti noi della GGPROGETTI, anche un provvedimento del genere ci lascerebbe seriamente perplessi, come non ci possono soddisfare tutte le soluzioni imposte dall’alto, perché lesivo della libertà individuale la cui conquista fu lunga e faticosa ed i cui pericoli sono sempre piccola cosa se posti a confronto con le gravissime e mortificanti conseguenze della tirannide, di qualunque natura essa sia. Tomba Tav.2 bis prospettiTomba (assonom.) 1Tomba (struttura-assonometria)
Ed è proprio in ragione di quest’ultima considerazione che ci piace sempre riconfermare la nostra linea professionale legata al funzionalismo pensato fino in fondo rispetto a tutte le attività sia fisiche che psichiche di cui l’uomo è capace ed accompagnarlo individualmente a realizzare la propria esperienza estetica.tomba di famiglia (modello Faenza) ok 1tomba di famiglia (modello Faenza) 1 di 1

Per tornare al nostro caso particolare, è doveroso poter affermare di aver appreso positivamente le buone intenzioni del pianificatore del cimitero di Faenza e dalle quali, nel pieno rispetto delle stesse, vogliamo trarne il massimo dei vantaggi realizzando con la famiglia interessata, per onorarne e perpetuarne la memoria del proprio defunto, il meglio, legato nello specifico ad un nostro preciso concetto di “BELLEZZA” che, per essere condiviso, non sempre  sono sufficienti  elaborati grafici, ma va in qualche modo spiegato:

Come i nostri grandi maestri ci hanno insegnato (e cito il grande Louis I. Kahn), un’opera è caratterizzata da cinque costanti: (1) Il senso della composizione, (2) L’uso dei materiali secondo la loro natura, (3) Il senso dello spazio come essenza dell’architettura – di piano, come insieme di spazi, (4) La luce come elemento di progetto, (5) L’architettura e i rapporti.

La distinzione tra spazi di servizio e spazi dominanti indica che si tenta, progressivamente, di chiarire le destinazioni di ogni elemento che entra nella composizione di un progetto.TOMBA livello ITOMBA livello terraTomba pianta ipotesi 3

Prendendo come pretesto le buone intenzioni del pianificatore del cimitero di Faenza, la nostra maggiore preoccupazione è stata quella di badare all’essenza più che all’apparire.tomba di famiglia (modello) Dal rifiuto dell’indipendenza tra l’ossatura portante e il muro, tra spazi e costruzione, nei rapporti tra le forme, sia materiali che simboliche, creando un elemento che costituisce il seguito logico della composizione e considerando la luce come elemento di progetto (non, per pigrizia creativa, lasciata infrangersi su una enorme lastra di vetro come fosse la vetrina di una boutique), abbiamo puntato a trasformare la stessa tecnica pianificatrice in architettura. Le soluzioni sono state di volta in volta assiali, prospettiche, o di effetto geometrico, fino all’articolazione di spazi combinati.

Non sempre è dato per certo che tutto ciò che vediamo di realizzato nella realtà possa rappresentarci, soprattutto quando gli elementi compositivi in giuoco sono troppo deboli o insufficienti per raccontare una intera esistenza, cosi come non sempre da elaborati grafici, se pur ben fatti, si riesca a comunicare tutto ciò che l’opera potrà esprimere una volta realizzata.

Siamo fiduciosi che la nostra collaborazione produrrà un decoroso ed eccellente lavoro…

…GGPROGETTI.