Da una incessante dialettica interna ed esterna con il nostro pubblico (in prevalenza con l’orizzonte funzionale individuale) e convinti come siamo che tutti hanno il diritto di realizzare fino in fondo la loro esperienza estetica senza alcuna repressione, nasce questo blog: “ArchitettonicaMente”.
In considerazione del fatto che l’uomo è il solo animale che lascia testimonianze dietro di se, in quanto è il solo i cui manufatti “richiamino alla mente” un’idea diversa da quella della loro esistenza materiale, vogliamo, speranzosi di riuscirci, condividere le nostre molteplici esperienze professionali attraverso una costante narrazione e rappresentazione delle stesse che riguardano tutto ciò che ha a che fare con l’abitare, “creando pensando funzionalisticamente”.
In ogni periodo del processo di sviluppo dell’architettura v’è un genere dominante rispetto al quale essa risolve i propri problemi costruttivi fondamentali.
Nel gotico la cattedrale, nel rinascimento il palazzo, pubblico e privato, oggi la casa d’abitazione.
Nonostante la differenziazione in generi, vale che l’architettura si riferisce a tutto l’uomo, al complesso delle sue necessità fisiche e spirituali.
Dunque la funzionalità dell’architettura è una cosa assai complessa.
Nell’architettura contemporanea, l’accento cade dapprima sull’orizzonte dello scopo attuale e negli ultimi anni su quello della funzionalità sociale.
L’architettura eclettica degli anni ottanta e novanta poneva l’accento principalmente sul genere (scopo della costruzione come fatto storico) case d’affitto, la divisione della facciata simulava ad esempio un palazzo. Nel periodo direttamente seguente, l’architettura della secessione, orizzonte della funzionalità individuale, la parola d’ordine è soddisfare le esigenze dell’individuo.
Partendo proprio da quest’ultima affermazione, la funzionalità dell’architettura si fa complessa e scottante, e basandoci sulla teoria del funzionalismo (generato dall’industrializzazione) il quale afferma che la funzione estetica è la conseguenza dell’indisturbata azione e del perfetto coordinamento delle rimanenti funzioni e non la negazione dialettica della funzionalità, nasce “ArchitettonicaMente”.
In questo blog vogliamo intraprendere un percorso comune con il nostro pubblico non solo fatto di valutazioni e scelte progettuali, nuove tecnologie e materiali intelligenti per la risoluzione di problemi, nonché di interpretazioni e applicazioni di norme tecnico amministrative, ma assieme affrontare e gestire il grande dilemma che da alcuni decenni ormai ci pone il prodotto industriale a confronto con quello artigianale sempre più in regressione.
Il consumo degli oggetti prima era lentissimo, come e più del tempo che occorreva per farli: l’oggetto (la casa, le attrezzature del lavoro ) durava più del soggetto. Ed il modello ideale era l’opera d’arte, l’oggetto il cui valore non scadeva, durava eterno.
Con la crisi dell’oggetto, del soggetto e del loro rapporto, dei processi di pensiero e delle operazioni tecniche con cui l’umanità nel corso della sua storia ha continuamente analizzato e definito i rispettivi valori, si chiude sempre più un ciclo storico di tutta l’arte in genere.
UN’OSSESSIONE DEL CONSERVARE CONTRO L’OSSESSIONE DEL CONSUMARE…
Un prodotto industriale non è, a rigore, un oggetto perché non individua nel fruitore un soggetto. è semplicemente un’unità in una serie a cui corrisponde una serie di fruitori.
IL PRODOTTO INDUSTRIALE È PERO UN SEGNO, PRECISAMENTE UN SEGNO DI UN CERTO SVILUPPO TECNOLOGICO; E IL CAMPO È L’AREA IN CUI IL PRODOTTO SI È DIFFUSO, CONTRASSEGNANDOLA COL SEGNO DI QUELLO SVILUPPO.
Coscienti o non coscienti, tutti i nostri sforzi ed impegni professionali ruotano e si concentrano attorno a quest’ultimo concetto appena espresso che, in “ArchitettonicaMente” individuando le aree (i campi) e partendo dalle esigenze dei fruitori (il nostro pubblico), dal design in genere alla ristrutturazione ed al progetto della nuova abitazione, pensando FUNZIONALISTICAMENTE, pone lo sviluppo tecnologico (segno) a servizio della CREATIVITA’ concretizzando l’inventiva.
Certamente un progetto molto ambizioso, ma mettendo a disposizione la nostra forma-mentis vogliamo assieme lottare contro la negligenza e l’ignoranza (compreso la nostra) per raggiungere e far raggiungere risultati soddisfacenti sia alla nostra committenza individuale che collettiva.
Forti di un razionalismo empirico ed oggi con cognizioni scientifiche, aggrediamo questa lunga crisi economica e del lavoro che da anni ci attanaglia, conquistando un nostro spazio ed assieme al nostro pubblico realizzando la pienezza dell’esperienza ESTETICA.