GGPROGETTI – Composizione come Bellezza…

 Cinque costanti caratterizzano un’opera Architettonica: (1) Il senso della composizione, (2)L’uso dei materiali secondo la loro natura, (3) Il senso dello spazio come essenza dell’architettura – di piano, come insieme di spazi, (4) La luce come elemento di progetto, (5) L’architettura e i rapporti.

casolare (Carlos) 1Cinque “COSTANTI” che abbiamo appreso averne conoscenza approcciandoci alla riabilitazione e al recupero di vecchi casolari rurali abbandonati al degrado…Casolare di Casilina sud – Cassino (Fr) Italia                                                                                                                                                                                 GGPROGETTI e Carlos Gallozzi Ortega (settore promozione e ricerca)

  1. IL SENSO DELLA COMPOSIZIONE.

La bellezza della “composizione architettonica dipende da quattro condizioni”: Integrità, totalità, simmetria, irraggiamento. L’integrità è completa autosufficienza; Totalità, l’impossibilità di isolare una parte di un oggetto senza distruggere il tutto; Simmetria, corrispondenza tra le parti, e infine irraggiamento è quella qualità che fa che un oggetto non sia come un altro, che designa l’oggetto all’unicità. E’ l’integrità dotata di un disegno.

casolare (Carlos) 7CASOLARE CASILINA SUD – CASSINO (FR) ITALIA –

(Molte delle considerazioni filosofiche di Kahn trattano del senso dell’integrità dell’espressione architettonica. Il suo concetto di composizione è assimilabile a quello di bellezza di S. Tommaso d’Aquino, da lui citato espressamente. La BELLEZZA dipende da quattro condizioni: INTEGRITA’, TOTALITA’, SIMMETRIA, IRRAGGIAMENTO).
LOUIS I. KAHN (1901-1974)
a cura di Romaldo Giurgola
ed. Zanichelli.

casolare (Carlos) 2jpg

…(I lavori che Kahn ha eseguito in India gli hanno dato l’occasione di utilizzare il mattone, che è non solo il più comune materiale da costruzione, ma anche il più appropriato. Nelle mani di Kahn il mattone ha ricevuto nuova vita. L’esperienza indiana trasposta in America diventa la biblioteca Exeter, il teatro di fort Wayne, e più tardi la sinagoga hurva a Gerusalemme. Questi edifici si compongono di due zone distinte rinchiuse l’una nell’altra. La zona più interna, che richiede una portata sollecitata da grandi carichi, è costruita in calcestruzzo, mentre la zona interna, in mattoni, è destinata a spazi più raccolti, isolati dall’esterno).
LOUIS KAHN (1901-1974).
a cura di Romaldo Giurgola
ed. Zanichelli

casolare (Carlos) 9

… (E’ quello che Kahn intendeva quando affermava che  “un piano è un insieme di spazi”. Per lui, una stanza in cui possono intrattenersi due persone è concepita diversamente da quella in cui si assembrano più persone: “La differenza è semplicemente quella che c’è tra un evento occasionale e uno potratto nel tempo”).
LOUIS KAHN (1901-1974)
a cura di Romaldo Giurgola
ed. Zanichelli.

casolare (Carlos) 8

…(Una delle soluzioni più originali di Kahn è quella delle “stanze da luce”, per calibrare la penetrazione della luce in uno spazio ampio, usate nella sinagoga Mikveh Israel a Philadelphia. Ma l’integrazione tra pieni e vuoti più riuscita è stata realizzata nei laboratori di ricerche mediche Richards. Il piano è strutturato in una serie di spazi quadrati delimitati da colonne; le aperture forniscono luce, spazio per le torri di servizio, o connessioni con le altre unità. In un progetto più recente, la ricostruzione di un isolato a Houston, Kahn inventa un piano con una serie di locali in cui ciascuno esprime la funzione cui è destinato; il termine “locale” non è propriamente esatto, si tratta piuttosto di spazi che traggono il loro reale significato dall’uso che ne viene fatto, essendo ripartita la luce con grande accortezza. L’architettura, dunque, è definita come elemento organizzatore dell’attività umana, di luoghi in cui è giusto apprendere, incontrarsi, esprimersi, vivere. Nel rifiuto dell’indipendenza tra l’ossatura e il muro, tra spazi e costruzione, Kahn ha trasformato la tecnica in architettura).
LOUIS I. KAHN (1901-1974)
a cura di Romaldo Giurgola
ed. Zanichelli.

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…(Questi denominatori comuni nell’opera di Kahn lasciano intendere che le sue opere testimoniano qualità che hanno sempre determinato il valore architettonico attraverso il tempo. Tuttavia il suo lavoro è “a-storico” nel senso che non si pone come estensione “lineare” dei temi dell’architettura moderna, nè come semplice risoluzione “razionale” di dibattiti storici. Forse è senza tempo, ma non in conflitto con le necessità del momento. Mentre strumenti ed accenti cambiano nel tempo, ci sono qualità nell’architettura essenzialmente a-storiche. Come disse Kahn: “Boullèe esiste, dunque esiste l’architettura”).
LOUIS I. KAHN (1901-1974)
a cura di Romaldo Giurgola
ed. Zanichelli.

KahnBoullèe